giovedì 11 gennaio 2018

E ADESSO CHIEDETE SCUSA A IGNAZIO MARINO!


Le motivazioni della sentenza depositate in questi giorni dal GUP Pierluigi Balestrieri, sembrano confermare in sostanza la fondatezza di tutto quello che, da ottobre 2015 ai primi mesi del del 2016, questo blog ha raccontato sulla canéa mediatica contro il sindaco Marino, canèa architettata probabilmente da costruttori, mafiosi e dalla bassa politica. Sarebbe opportuno che il M5S capitolino, e in primis la Sindaca Raggi (oggi sotto processo), chiedessero scusa. 
Analogamente sarebbe bello e opportuno che l'Ordine dei Giornalisti aprisse un'istruttoria interna sulla vile aggressione di alcuni organi di stampa, a partire dal caso Panda Rossa in poi...
1) Contro Ignazio Marino un uso strumentale della Procura
http://ignaziovox.blogspot.it/2017/01/contro-ignazio-marino-un-uso-politico-e.html

2) Piombo elettorale contro Marino
http://ignaziovox.blogspot.it/2016/02/il-piombo-elettorale-contro-marino.html

3) Procura a doppia velocità?

http://ignaziovox.blogspot.it/2016/02/su-ignazio-marino-una-procura-doppia.html

2)

lunedì 9 gennaio 2017

Contro Ignazio Marino un uso politico e strumentale della Procura

La storia dell'ultimo anno e mezzo va riscritta dopo le motivazioni depositate dal Giudice relative alla sentenza di assoluzione di Ignazio Marino.
Un sindaco eletto nel 2013 con quel sistema maggioritario voluto dagli italiani attraverso il referendum Segni. Un sindaco che da candidato aveva vinto le primarie nel suo partito e che aveva trascinato alla vittoria tutti i municipi di Roma. 
Un sindaco, che non era un professionista della politica, ma un bravo chirurgo appassionato del bene della città e prestatosi generosamente al governo di Roma. Un primo cittadino che ha puntato i piedi contro nomine suggerite dal suo partito e contro i consociativismi, sbeffeggiato dai media, soprattutto da quelli di proprietà dei grandi costruttori, e fatto fuori da un fuoco incrociato trasversale dei partiti di maggioranza e opposizione.
A quest'uomo, dopo le motivazioni della sentenza del GUP, i cittadini romani dovrebbero esprimere solidarietà per essere stato bersaglio del malaffare e dovrebbero esprimere gratitudine per aver dimostrato, veramente e senza ipocrisia, quel valore tanto urlato in questi mesi con le parole: "Onestà!" "Onestà!" 
Segue sintesi del lancio dell'agenzia Dire
ROMA – “Ignazio Marino non ha mai utilizzato risorse pubbliche per finalità private”. A confermarlo sono le motivazioni depositate dal Gup di Roma, Pierluigi Balestrieri, sulla sentenza di assoluzione nei confronti dell’ex sindaco di Roma sul ‘caso scontrini’. L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino era stato assolto all’inizio di ottobre dall’accusa di peculato, truffa e falso nell’ambito del processo sul caso scontrini e le consulenze della Onlus Imagine. La procura aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi.
“La lettura delle motivazioni depositate dal Gup di Roma, Pierluigi Balestrieri, ha confermato quanto da noi sostenuto sin dall’inizio, e cioè che il professor Marino non ha mai utilizzato risorse pubbliche per finalità private, ma semmai più volte si è verificato il contrario”. Annunciano i legali di Ignazio Marino, Enzo Musco e Franco Moretti.

Letture suggerite:
http://ignaziovox.blogspot.it/2015/12/10-domande-al-direttore-del-quotidiano.html

http://ignaziovox.blogspot.it/2016/01/il-ricatto-psicologico-per-fermare.html

http://ignaziovox.blogspot.it/2016/02/il-piombo-elettorale-contro-marino.html

venerdì 10 giugno 2016

IGNAZIO MARINO SI E' SCHIERATO PER IL BALLOTTAGGIO

L'annuncio è arrivato, con buona pace e per la soddisfazione del conduttore della trasmissione "Agorà" che ieri sembrava solo interessato a sentire la dichiarazione di voto di Ignazio Marino.
Marino stavolta si schiera e lo fa dalle colonne del quotidiano "La Stampa", con buona pace anche del conduttore della trasmissione "Stampa e Regime" di Radio Radicale il quale ci è parso commentare la notizia con una certa irritazione per l'affondo di Marino contro Roberto Giachetti, un ex di radio radicale. ("...E' una cosa incredibile questo personaggio" ha detto il giornalista di radio radicale riferendosi a Marino).Era talmente contrariato il conduttore di Radio radicale che ha raccomandato agli ascoltatori di sentirsi la registrazione di una deposizione del processo "Mafia Capitale" in cui un ex assessore della Giunta Marino, sentita come testimone, direbbe "quanto Marino abbia fatto per fermare o no le vicende che si svolgevano dietro la sua giunta..."
Forse il giornalista di radio radicale si riferiva all'assessore alle Politiche Sociali Rita Cutini che è stata, immaginiamo con suo dispiacere, sostituita dall'ex sindaco con l'ottima Francesca Danese?
In ogni caso, non ci aspettavamo da un acutissimo giornalista questa reazione che appare "stizzita" contro Marino. 
Il processo Mafia Capitale, fino a prova contraria, vede Marino vittima reattiva fatta oggetto di minacce di morte, messa sotto scorta dal prefetto e soprattutto infangata continuamente, isolata dal suo stesso partito, per far accettare all'opinione pubblica il finale inedito e antidemocratico di "un'esecuzione notarile".

Ecco le parti salienti dell'intervista su "La Stampa" di Jacopo Iacoboni all'ex sindaco Ignazio Marino.

Ignazio Marino, si sta prendendo una rivincita, con le elezioni romane?
«No. A me quello che sta succedendo, il trionfo della Raggi e il Pd che arranca, non fa affatto piacere. Ma era inevitabile che accadesse. È in atto una strategia suicida del Pd, un partito che ho contribuito a fondare ma così com’è dev’essere totalmente rifondato. Questo non è il mio Pd, un partito che silura il suo sindaco, umilia la città mandando un commissario e poi cerca di imporre come sindaco un fedelissimo del premier ex capo di gabinetto di Rutelli». 

I suoi elettori, quelli che vennero a fare manifestazioni in Campidoglio, per chi hanno votato?  
«Io immagino che una parte non sia andata a votare; ma tra quelli che hanno votato, non escludo che qualcuno abbia votato il Pd e che molti abbiano votato per la Raggi; e una parte Fassina». 

La Raggi come le sembra?  
«Una persona determinata, non certo inconsapevole delle difficoltà; una donna intelligente, dai tratti caratteriali anche severi, e con una certa durezza. Non è intervenuta spesso in Consiglio comunale ma non era il capogruppo del M5s. Denigrarla è stata un’altra delle manifestazioni dell’arroganza di questa stagione del Pd, oltre che un grave errore tattico». 

Al ballottaggio per chi voteranno gli elettori di Marino?  
... Al ballottaggio saranno ancora di più i miei elettori che voteranno per la Raggi. Perché a quelli del primo turno si aggiungeranno anche molti che non avevano votato. Sa ieri dov’ero?».
 .....
Dove?  
«A Ostia. Miei antichi elettori mi hanno detto “votiamo la Raggi per dare uno choc al Pd”. Il segretario dei giovani democratici di Ostia mi ha invitato domenica a un dibattito. Io gli ho detto che vado ma di chiederlo a Orfini, gli ho chiesto se sapeva che il Pd dalla defenestrazione mi ha bandito da qualsiasi discussione nei circoli. La verità è che dalle periferie ci ha allontanato il commissario Orfini». 
 ....
Lei voterà turandosi il naso per Giachetti?  
«Voterò sicuramente, ma non voterò turandomi il naso, non sono tipo. Voterò respirando a pieni polmoni. Vorrei due impegni: uno, la promessa scritta che chi vince non farà più debito, quindi la continuità con la mia gestione. Due, l’impegno a non fare più porcherie politiche come quella imposta a me. Quindi io dico: se Giachetti si presenta con un foglio firmato da Renzi in cui dice che è stata un’azione gravissima deporre il sindaco con un atto notarile, lo voto. Altrimenti, mi dispiace, non posso votarlo». 
--------------------------------------------------------------------------
P.S. A beneficio dei cronisti e opinionisti radiofonici, vogliamo precisare che questo blog non è gestito dall'ex sindaco Marino ma da un cittadino che gli è solidale per quanto ha dovuto subire da certa partitocrazia (partitocrazia che anche Pannella ha sempre condannato). Inoltre, la scelta dell'url "ignaziovox" non è autoironia, ma pura casualità e si riferisce all'informazione su Marino da un punto di vista diverso da quello dei palazzinari proprietari di giornali e da quello dei suoi carnefici che condizionano buona parte dell'informazione pubblica e della carta stampata.

giovedì 9 giugno 2016

Ostia ha capito le "manovre di palazzo" contro Ignazio Marino

Ieri allo stabilimento "Venezia" di Ostia c'erano una decina di poliziotti in divisa, armati, e alcuni in agenti in borghese.
Facevano parte della scorta e vigilanza per la tutela di 2 persone note che stavano tenendo un'assemblea con i cittadini di Ostia.
Parliamo di Federica Angeli, giovane giornalista de La Repubblica che vive sotto scorta  dal 17 luglio 2013, minacciata di morte per aver svolto un'inchiesta sul racket degli stabilimenti balneari e per aver testimoniato su uno scontro a fuoco tra clan di Ostia.
L'altro è Ignazio Marino, sindaco di Roma minacciato di morte forse per aver liberato, assieme ad Alfonso Sabella, il mare di Ostia dal lungomuro a pagamento, o forse per aver azzerato con una delibera di giunta tutti i progetti di cementificazione dell'agro romano dentro e fuori il raccordo anulare, o forse per aver chiuso Malagrotta o forse per aver rimosso i camion bar dal colosseo.
C'erano circa 200 persone ad ascoltare Federica Angeli e Ignazio Marino, una platea attenta che ha partecipato con numerosissimi interventi.
Un segretario del circolo dei giovani democratici di Ostia ha pubblicamente lodato l'azione del sindaco Marino e. "a suo rischio e pericolo", lo ha invitato per domenica prossima alle 18 presso la sede del circolo.
Una coordinatrice del partito democratico, titolare di un'edicola, ha affermato con commozione che per la prima volta nella sua vita ha potuto vedere la legalità a Ostia grazie al Sindaco Ignazio Marino.

"A testa alta" è il concetto che ha ripetuto Federica Angeli la quale non ha abbassato la testa davanti alle minacce delle cosche e davanti alle menzogne messe in piedi per isolarla.
Due persone che si sono ritrovate insieme, unite dallo stesso destino di una scorta al seguito e dall'esempio generoso dato alla città di una condotta morale che non si piega nè alle mafie e nè alla politica collusa dei partiti. Partiti che agiscono spesso, come nel caso di Ignazio Marino, in sintonia con le finalità delle mafie stesse.

giovedì 2 giugno 2016

CONCORSI ALL'EPOCA DI GIACHETTI (1996)

Premettiamolo: nessun funzionario comunale o politico è stato condannato per quel concorso per 32 posti di educatore bandito dal Comune di Roma il 20 agosto 1996.
Era sindaco Rutelli ed era capo di Gabinetto Roberto Giachetti.
C'è stata una corposa inchiesta penale durata 5 anni, dal 1997 al 2002, diretta dal PM Davide Iori e condotta dal nucleo di polizia giudiziaria di via In Selci.
Nel mese di luglio del 2002 il procedimento penale è stata archiviato.
C'è stata una sentenza di condanna del Comune di Roma da parte del TAR del Lazio 8 anni dopo, e successivamente, un paio d'anni oltre, un capovolgimento della sentenza del TAR da parte del Consiglio di Stato. 
Ma, come tutti sappiamo, non sempre la responsabilità giuridica coincide con l'etica politica. 
Ed è per questo che occorre ricordarcene oggi, alla vigilia delle elezioni amministrative del 5 giugno 2016. 
In quel concorso bandito dal Comune di Roma nei giorni successivi al ferragosto 1996 non erano previsti esami ma solo titoli.
I titoli di preferenza (cosiddetti requisiti) erano prestazioni di lavoro per il Comune di Roma.
Stranamente, tra le prestazioni autonome dei vincitori del concorso c'erano collaborazioni autonome con il Gabinetto del Sindaco svolte sia nel 95 che nel 96 (un progetto di lavoro stagionale a tempo per la terza età).
Baciati dalla fortuna, potremmo dire, alcuni psicologi e semplici operatori con diploma di maturità che, di colpo, senza avere un titolo specifico di educatore, si sono ritrovati ad essere assunti dal Comune di Roma, con la VI qualifica funzionale come educatori professionali.
Una delle vincitrici del concorso era addirittura presidente di una cooperativa sociale convenzionata con il Comune di Roma. La stessa, probabilmente spaventata dal rumore mediatico, si è dimessa immediatamente. 
In effetti, c'era da domandarsi come poteva esserci una concorrente presidente di cooperativa che firmava i contratti di servizio con il Comune di roma, dipartimento politiche sociali, e come, nello stesso tempo, potesse esserci nella Commissione del concorso il direttore del Dipartimento Politiche Sociali che firmava le convenzioni con le cooperative.
Lasciamo ai lettori la facoltà di farsi un'idea. Ci limitiamo solo a pubblicare alcuni titoli di giornali dell'epoca e i requisiti del bando di concorso.

Il Marziano libero blogger

lunedì 30 maggio 2016

MARINO E' TORNATO E VOTERA'...

Molti speravano che Ignazio Marino, sindaco di Roma scelto dagli elettori e fatto fuori dai partiti, se ne stesse "buono buono" nel chiuso delle librerie in giro per l'Italia.
Renzi e Giachetti erano tranquilli perchè avevano raggiunto quello che volevano: Marino pensa al suo libro, esprime le sue critiche "letterarie" ma non entra nel vivo direttamente nella campagna elettorale, non mette bocca sulle elezioni. Un equilibrio perfetto che probabilmente avrebbe fatto contenti Orfini, Esposito, Giachetti, Zingaretti ecc...
Invece, "dolcetto o scherzetto!"

A pochi giorni dalle elezioni Marino ricompare, prima su La7, poi si fa intervistare su Rainews facendo una dichiarazione finale di fuoco contro il Partito Democratico che, per far fuori un sindaco eletto dai romani, ha chiuso 19 consiglieri di maggioranza (+ 6 consiglieri del centrodestra e della lista del "Campione di polo" Marchini) nella stanza di un notaio.

Domenica pomeriggio 29 maggio,  Ignazio Marino, con un colpo a sorpresa, ha pubblicato sul suo
sito e sulla sua pagina facebook le foto con i nomi dei consiglieri che lo hanno "accoltellato" su commissione del "mandante".
Mancano pochissimi giorni alla chiusura della campagna elettorale per il primo turno.
L'identikit del candidato più vicino al Sindaco Marino per affinità politica e programmatica si sta tracciando attraverso il voto per esclusione.

Sono andati in agitazione molti per queste uscite delle ultime ore del "Marziano".
Molti commenti e reazioni velenose sui social testimoniano che Ignazio Marino fa ancora paura a questi parrucconi.
Ha portato a Roma una piccola rivoluzione di buon governo dei conti pubblici e di aria nuova che ha spaventato palazzinari, costruttori, lobbisti criminali e partiti inquinati.
Certo, come tutti in passato presente e futuro avrà commesso errori, forse sulle politiche sociali e del lavoro. Ma la squadra che l'apparato di partito gli ha messo alle costole era costruita appositamente per farlo cadere come nelle più classiche delle storie di m...


Il Marziano, libero blogger



domenica 3 aprile 2016

IL FANGO GRASSO DI ALDO...

Aldo Grasso, noto critico televisivo, dedica a Ignazio Marino la sua recensione di oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera.

L'articolo sembra (ma non lo è) commissionato dalla parte peggiore del PD, cioè da quei personaggi del Partito che hanno replicato con insulti personali ("meschino", "incapace", "balle spaziali" "psichiatrico") ai contenuti di "Un Marziano a Roma".

Aldo Grasso, ovviamente, ha più stile e cultura rispetto a questi parlamentari e non scende così in basso ma usa due argomenti molto cari agli accoltellatori di Marino: 
1) Attribuisce al libro dell'ex Sindaco la finalità della resa dei conti, e quindi di vendetta;
2) Ridicolizza l'opera usando nel titolo il termine "autogol" per azzardare una similitudine con il personaggio fantasioso di Ennio Flaiano che, alla fine del racconto, non fa più notizia tra i terrestri e viene irriso dai giovinastri. 

Beh non c'è che dire. Quello che scrive Grasso è sempre stimolante ma vorremmo far notare al critico televisivo le sue 2 forzature strumentali casualmente funzionali ad una parte politica in lizza alle elezioni romane:

Il falso postulato della "resa dei conti" (vendetta)
La traduzione di un'esperienza amministrativa, molto forte e profonda, in un'opera letteraria si chiama "Cultura" ed è tutt'altro che "autoironia". 
Tanto più che, dal contenuto del libro, ricco di dati e caratterizzato da una "visione" della città, "Un Marziano a Roma" di Ignazio Marino potrebbe essere considerato un vero e proprio programma per il governo di Roma;

Il falso postulato dell'"autogol" per la presunta analogia con l'alieno di Flaiano
L'alieno di Ennio Flaiano non ha ricevuto minacce di morte, come Ignazio Marino, e non aveva la scorta.
L'alieno di Flaiano non aveva il sostegno di migliaia di cittadini come Ignazio Marino. 
Marino si è misurato con i problemi di una città che era ed è nelle mani di Organizzazione criminali e lobbies contigue ai partiti politici.
Nessun sindaco in questi 30 anni aveva mai osato sfidare così apertamente la mafia di Ostia e le lobby dei palazzinari e della monnezza. 

L'alieno di Flaiano non è stato bersaglio di così tanto fango mediatico, soprattutto da parte di quei palazzinari, proprietari di giornali, che non hanno potuto "mangiarsi" l'agro romano con il loro cemento.

Il Marziano libero blogger